Archeologia ad Alta Velocità

La Valutazione di Impatto Archeologico, la linea AV e il Museo di Valmontone (RM)

Al tempo degli antichi Romani, lungo le strade dell’Impero, c’erano le stationes: come le stazioni moderne, erano edifici adibiti alla sosta dei viaggiatori, dove si poteva fare il cambio dei cavalli, riposarsi o mangiare qualcosa prima di riprendere il proprio viaggio.

Durante i lavori per la realizzazione dell’Alta Velocità tra Roma e Napoli, sono tornate alla luce queste antichissime stationes. Gli scavi per l’infrastruttura hanno restituito, infatti, circa 225 siti archeologici, databili dall’età preistorica a quella medioevale. Sono stati rinvenuti non solo materiali da tavola, ma anche fossili di elefanti dell’antica valle latina, terme, ville romane, fornaci e carbonaie, necropoli, officine dell’età del bronzo, villaggi dell’alto medioevo.

In particolare, i ritrovamenti dell’area di sosta in località Colle Pelliccione sono stati valorizzati nel Museo Archeologico di Valmontone, in provincia di Roma, grazie al supporto del Gruppo FS Italiane. Il museo, che ha sede nel Palazzo Doria Pamphilj, è stato inaugurato nel 2003 per ospitare i reperti rinvenuti in seguito al monitoraggio archeologico sulla tratta dell’Alta Velocità Roma – Napoli. Il piano terra ospita una sezione introduttiva al territorio dell’Alta Valle Latina. Il piano superiore, invece, è dedicato ai siti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi: il villaggio di carbonai di Colle Carbone, l’insediamento produttivo e la necropoli di Colle dei Lepri, la mansio (villaggio), le terme e la fornace di Colle Pelliccione.

Il monitoraggio archeologico, che ha consentito la scoperta di questo patrimonio, fa parte di un modello di analisi elaborato da Italferr, società del Gruppo FS Italiane che si occupa della progettazione e realizzazione di grandi opere. Il VIARCH, cioè la Valutazione d’Impatto Archeologico, permette di individuare sin dalla fase progettuale l’impatto della infrastruttura ferroviaria sul patrimonio archeologico presente nel territorio interessato dai lavori: un modello che integra analisi dei dati bibliografici, cartografia attuale e storica, toponomastica e monitoraggio del territorio. Queste analisi, come nel caso della costruzione della linea Alta Velocità Roma – Napoli, consentono alla Soprintendenza di esprimere il proprio parere in ciascuna fase della progettazione, in modo da coniugare la preservazione del patrimonio storico e la realizzazione di grandi opere civili.

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