Quadro macroeconomico

Nel corso del 2019, lo scenario macroeconomico mondiale ha mostrato segnali di indebolimento sia per i Paesi sviluppati, che hanno un’economia maggiormente orientata verso le esportazioni, sia per i Paesi emergenti.

L’andamento dell’economia mondiale è stato caratterizzato, infatti, da una debole dinamica evolutiva dovuta a:

  • il rallentamento del settore manifatturiero e degli investimenti;
  • il perdurare delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, attenuatesi sul finire del 2019;
  • gli sviluppi legati ai conflitti nelle diverse aree del globo e alla crisi dell’industria dell’auto, alle prese in Europa e Cina con standard di emissioni sempre più restrittivi.

La crescita del volume degli scambi globali si è infatti fermata – secondo la società di consulenza Prometeia – allo 0,3% e la crescita economica, intesa come prodotto interno lordo, è cresciuta solo del 3,0%, la più bassa degli ultimi dieci anni.

Anche nell’area dell’Euro si è registrato un rallentamento della crescita dell’economia, con una variazione media del prodotto interno lordo dell’1,2% sull’anno precedente. Al difficile contesto estero, si è contrapposto, sul fronte interno, il positivo contributo dei consumi delle famiglie grazie a un solido mercato del lavoro (tasso di disoccupazione al 7,5%, valore minimo raggiunto negli ultimi dieci anni). Il PIL è cresciuto in tutti i principali paesi dell’Area, anche se con le dovute differenze: più alto in Spagna (+2,0%) e Francia (+1,3%), più contenuto in Italia (+0,2%) e Germania (+0,5%). L’inflazione annuale nell’area si è mantenuta a livelli relativamente bassi per tutto l’anno, attestandosi a un valore dell’1,2%.

I risultati del traffico delle principali imprese ferroviarie europee

In uno scenario caratterizzato da una crescita economica a ritmi moderati, la domanda di trasporto ferroviaria ha seguito lo stesso trend della domanda di mobilità nel suo complesso, facendo registrare, nel corso del 2019, segnali contrastanti tra quella passeggeri e quella merci.

Il settore ferroviario passeggeri in Europa è cresciuto notevolmente rispetto agli anni precedenti. Secondo i dati più recenti, ma ancora provvisori, dell’UIC (Union Internationale des Chemins de Fer), la crescita dei volumi di traffico è stata di circa il 5,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Contemporaneamente è stato registrato anche l’incremento dei servizi offerti, misurati in treni km di circa 1,4%. Tra le più importanti imprese ferroviarie europee, la francese SNCF Mobilites è quella che ha realizzato l’incremento più significativo (+12%), seguita dalla spagnola Renfe (+1,5%), mentre la tedesca DB AG ha registrato un andamento stazionario rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il settore ferroviario merci, al contrario, non è stato in grado nemmeno di mantenere il livello dell’anno precedente. Infatti, i dati provvisori dell’UIC evidenziano un calo dei volumi di traffico ferroviario in Europa pari al 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche superiore rispetto a quello della produzione industriale. Ad eccezione della francese SNCF Mobilites, con una crescita dei volumi pari al 13,6%, e della spagnola Renfe, con un lieve incremento pari al 0,7%, si registra un calo diffuso dei volumi per tutte le imprese ferroviarie europee.

Fonte: Relazione Finanziaria Annuale 2019