Lo scenario in Italia e in Europa

In ambito professionale, nonostante alla donna sia riconosciuta una migliore capacità di gestione della squadra, una maggiore flessibilità nonché capacità emotiva, le viene spesso attribuito un livello minore di leadership, specialmente quando si tratta di impieghi tecnici, che prevedono un percorso di studi e una formazione scientifica.A che cosa è dovuta questa scarsa presenza di donne nelle aree tecniche? Secondo un sondaggio affidato a MgReserch il motivo principale a detta della maggioranza degli intervistati (60% donne e 40% maschi) sono i pregiudizi che vedono difficilmente una donna vestire i panni di un tecnico o di un ingegnere.Gli stessi pregiudizi spesso purtroppo guidano inconsapevolmente i ragazzi nella scelta del loro percorso scolastico. Si pensa che le donne non siamo portate per le materie scientifiche, eppure un quarto delle studentesse intervistate manifesta una propensione verso le aree tecniche.Altro dato poco incoraggiante è che alla domanda rivolta agli studenti su dove e come prendono informazioni per ricevere un orientamento sul futuro professionale, è emerso che meno del 15% sceglie l’indirizzo scolastico dopo essersi adeguatamente informato.

A livello internazionale, il World Economic Forum ha presentato un report che mette in evidenza la situazione della parità di genere nel mondo. In particolare, il Global Gender Gap Index 2016 sottolinea quali siano le barriere che ostacolano l’ingresso nel mondo del lavoro da parte delle donne: non è solo un problema socio-culturale, mancano anche modelli femminili in ruoli di rilievo nelle aziende, oltre a uno scarso bilanciamento tra vita professionale e privata.


In Europa, il gender gap diminuisce nei Paesi del nord, con l’Islanda in testa; nessun Paese mediterraneo compare tra i primi 10 posti.

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