Emissioni di anidiride carbonica

Emissioni di anidride carbonica in fase di esercizio

Il settore ferroviario rappresenta il 9,3% del trasporto complessivo mondiale, emettendo, però, solo il 3,3% di CO2.

In Italia il trasporto ferroviario è responsabile del 2% delle emissioni totali di CO2, mentre quelli dei trasporti di oltre il 25% delle emissioni totali di CO2, imputabili principalmente al traffico veicolare e aereo.

Emissioni specifiche di CO2 per trazione ferroviaria (Trenitalia)

Le emissioni specifiche per trasporto passeggeri e merci mantengono negli anni un trend in diminuzione, risultato al quale contribuisce il miglioramento del prodotto elettrico acquistato, ma nel quale occorre considerare un crescente miglioramento dei servizi a bordo treno compensato dall’introduzione di treni più efficienti, come i nuovi treni Alta Velocità Frecciarossa 1000 e i 70 nuovi treni del trasporto regionale a trazione elettrica (Jazz) e diesel (Swing), in parziale sostituzione di materiale rotabile più obsoleto.

I viaggiatori che nel 2015 hanno scelto il Frecciarossa tra Roma e Milano hanno fatto risparmiare all’atmosfera circa un milione di tonnellate di CO2 , 10 tonnellate di PM10, 6000 tonnellate di NOx e 500 tonnellate di idrocarburi non metanici che sarebbero state emesse se avessero viaggiato in auto[1].



[1] Stima basata su dati Ecopassenger.

 

Emissioni di anidride carbonica in fase di progetto e realizzazione

Italferr, la Società di ingegneria del Gruppo, ha sviluppato una nuova metodologia di calcolo dell’impronta climatica, Carbon Footprint, che consente, la valutazione delle emissioni di gas serra prodotte nelle attività di progettazione e costruzione delle infrastrutture ferroviarie.

La metodologia sviluppata è conforme alla norma internazionale UNI ISO 14064-1:2006 che prevede l’applicazione di criteri, riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, per quantificare e rendicontare le emissioni/rimozioni dei gas serra in modo affidabile e condiviso a livello internazionale.

A conferma del valore scientifico del modello sviluppato, nel marzo del 2011 è stato conferito a Italferr lo Special Merit Award for Commitment to the Environment, nell’ambito del Middle East Rail Awards 2011.

Grazie al modello di valutazione delle emissioni di CO2 i progettisti dispongono della misura dell’impronta climatica lasciata sul territorio dall’infrastruttura ferroviaria realizzata e possono operare scelte finalizzate a:

  • ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza energetica;
  • inserire l’infrastruttura sul territorio tenendo maggiormente in considerazione i livelli di eco-compatibilità delle alternative possibili (eco-design);
  • ottimizzare l’impiego dei materiali da costruzione, anche ricorrendo ai materiali autoctoni e/o materiali riciclati;
  • privilegiare il trasporto dei materiali da costruzione su ferro, rispetto a quello su gomma;
  • utilizzare energia da fonti rinnovabili;
  • mitigare l’inquinamento prevedendo opere a verde per l’assorbimento delle emissioni prodotte.

Emissioni di altri gas inquinanti

La consapevolezza della pericolosità di tali gas ha indotto nel 2015 il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane a proseguire nella sostituzione delle centrali termiche a gasolio e olio combustibile con impianti a metano e teleriscaldamento e nella progressiva razionalizzazione della trazione ferroviaria alimentata a gasolio; complessivamente le emissioni dirette e indirette di SO2, NOx e PM10 si mantengono stabili nel trend triennale nonostante l’incremento dei consumi di energia indiretta.
 

Altre emissioni in atmosfera significative
 

Valori in t        
Totale emissioni indirette % Δ 15/14 2015 2014 2013
SO2 -3,4% 994,8 1.030,2 1.320,4
NOX 0,9% 1.197,1 1.185,9 1.335,0
PM10 -5,0% 37,7 39,7 43,9
         
Totale emissioni dirette % Δ 15/14 2015 2014 2013
SO2 0,4% 354,1 352,8 367,8
NOX -3,4% 5.515,2 5.711,1 5.339,6
PM10 -3,5% 157,8 163,6 156,5
         
Totale emissioni % Δ 15/14 2015 2014 2013
SO2 -2,5% 1.348,9 1.383,0 1.688,2
NOX -2,7% 6.712,3 6.897,0 6.674,6
PM10 -3,8% 195,5 203,2 200,4


Oltre a ridurre il proprio impatto sull’ambiente, il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane può fare molto per la realizzazione di un modello di sviluppo sostenibile nel settore dei trasporti. In Italia, infatti, il traffico su gomma contribuisce per oltre l’80% alle emissioni di gas serra del settore, quello aereo e marittimo per il 9% circa ciascuno e la ferrovia solo per il 2%. 

Il vantaggio ambientale del trasporto su ferro è più apprezzabile in Italia che nel resto d’Europa, grazie alla rilevante porzione di rete nazionale elettrificata: oltre il 71%, rispetto a una media europea del 52%. Alimentando con energia elettrica circa il 90% dei treni-km in Italia, si beneficia della composizione del mix medio nazionale utilizzato per la produzione dell’energia elettrica immessa in rete, ottenuta per oltre un terzo da fonti rinnovabili.

Le società del Gruppo sono, quindi impegnate a diffondere tra i cittadini la consapevolezza dei vantaggi ambientali di cui il treno è portatore. A questo scopo, ad esempio, Trenitalia offre sul sito web trenitalia.com
l’applicativo Ecopassenger, che consente di misurare l’impatto ambientale relativo a uno specifico viaggio in termini di consumi energetici ed emissioni inquinanti e climalteranti.
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Ferrovie dello Stato Italiane