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Pari Opportunità

Il Comitato Pari Opportunità del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (CPO) è un organismo aziendale bilaterale e paritetico che promuove iniziative e azioni per offrire alle lavoratrici condizioni di lavoro più favorevoli e maggiori opportunità di realizzazione.

Le azioni messe in campo dal CPO mirano a intervenire sull’organizzazione del lavoro e sulla cultura per:

  • superare condizioni organizzative e di distribuzione del lavoro che creano disparità tra uomini e donne nella formazione professionale, nell’accesso al lavoro, nella vita lavorativa e nella progressione di carriera;
  • promuovere l’inserimento delle donne nelle attività, nei settori professionali e nei livelli in cui sono sottorappresentate;
  • favorire la conciliazione vita lavorativa/famiglia anche attraverso una diversa organizzazione del lavoro.


Oggi, il CPO si articola in:

  • 1 CPO Nazionale a livello di Gruppo;
  • 15 CPO Territoriali, sempre di Gruppo - CPO Liguria, CPO Piemonte / Valle d’Aosta, CPO Lombardia, CPO Veneto, CPO Verona / Trentino Alto Adige, CPO Friuli Venezia Giulia, CPO Emilia Romagna, CPO Toscana, CPO Marche / Umbria / Abruzzo, CPO Lazio, CPO Campania / Molise, CPO Puglia / Basilicata, CPO Calabria, CPO Sicilia, CPO Sardegna.

I CPO sono composti da una rappresentante per ogni Organizzazione Sindacale firmataria del CCNL delle Attività Ferroviarie e da un corrispondente numero di componenti designate dalle Società del Gruppo FS.

La Presidente del CPO nazionale è Milena Marchesini, eletta nell'aprile del 2010.
 

Cenni storici

Nel 1987, per la prima volta, il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) viene, complessivamente, inquadrato nel contesto della normativa comunitaria e nazionale al fine di tutelare e valorizzare, concretamente ed efficacemente, il lavoro delle donne, accrescere la loro occupazione, garantirne l’accesso a tutte le professioni e rimuovere ogni fonte di discriminazione.

In quest’ottica, il Contratto 1990/94 ha rappresentato un’autentica svolta, fortemente innovativa, per avere recepito le indicazioni della legge n. 125/91; per la prima volta nella storia contrattuale nazionale, una legge diventa punto di riferimento per la definizione dell’organizzazione del lavoro e delle risorse umane in azienda.

In particolare, in base all’articolo 12 del CCNL – in conformità con quanto previsto dalla raccomandazione CEE 635/84 e dalla l. 903/97, nonché dalle disposizioni legislative in materia di parità uomo-donna – si autorizza la costituzione di specifici Comitati bilaterali paritetici, nazionali e compartimentali, con funzioni di osservatorio.

Alla problematica viene dedicata, negli anni, un’attenzione sempre maggiore che conduce all’inserimento dello statuto dei Comitati Pari Opportunità nel CCNL 1994/95, come parte integrante dello stesso, ed all’esplicita e dettagliata definizione, nel documento contrattuale, della composizione, ruolo, funzione e struttura dei Comitati nonché delle agibilità, in termini di spazi e di utilizzo di strutture aziendali, per lo svolgimento delle relative attività.

Nel CCNL è stato inoltre stabilito che gli eventuali progetti elaborati dai Comitati formassero oggetto di discussione al tavolo delle negoziazioni, se non accolti.
Inoltre, considerato che il riconoscimento e la valorizzazione professionale dei dipendenti erano ritenuti strategici dall’Impresa, particolare cura è stata dedicata alla formazione femminile nel Contratto 1996/99, che ha recepito tutta la normativa in materia di pari opportunità e quanto già acquisito dai precedenti Contratti.

Nel Contratto si prevedeva che vi fossero corsi specifici riservati al personale femminile e che venisse garantita la presenza delle donne nelle commissioni d’esame e di selezione, nonché fra i docenti dei corsi.

 

In Liguria la settimana della prevenzione

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