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Il Museo Nazionale di Pietrarsa

Oltre un secolo e mezzo di storia delle ferrovie italiane rivive nelle splendide officine di Pietrarsa, primo nucleo industriale del nostro paese, di molti anni precedente colossi quali la Breda, la Fiat e l’Ansaldo. Per un secolo, fino alla seconda guerra mondiale che ne segnò il declino, hanno svolto un ruolo fondamentale nell’industria ferroviaria italiana ottenendo anche ambiti riconoscimenti internazionali. L’ultima vaporiera a lasciare le storiche officine fu la GR 640.088, il 2 dicembre 1975.
Dopo la chiusura si decise di istituire il Museo Nazionale di Pietrarsa, inaugurato il 7 ottobre 1989, in occasione del 150° anniversario delle ferrovie italiane.
Foto: locomotive a vapore Era infatti il 3 ottobre 1839 quando il primo treno che ha circolato nel territorio italiano percorse la tratta Napoli-Portici, trainato dalla locomotiva Vesuvio, progettata dall’ingegnere Armand Bayard de la Vingtrie su prototipo dell’inglese George Stephenson. 

Al viaggio inaugurale partecipò, con la corte al completo, Ferdinando II di Borbone.

Sotto l’aspetto più propriamente storico-architettonico è quanto mai adatto all’uso cui è stato destinato, trattandosi in origine delle antiche officine borboniche nate nel 1840 per volere di Ferdinando II di Borbone, in un’area prima chiamata “Pietra Bianca” e in seguito “Pietrarsa” dopo un’eruzione del Vesuvio che aveva portato la lava fino a quel punto della costa. 

Una statua (una delle più grandi realizzate in ghisa in Italia), posta nel piazzale del complesso, mostra re Ferdinando nell’atto di indicare il luogo dove costruire le prime officine ferroviarie delle Due Sicilie e dell’intera Penisola. Un’iscrizione ricorda che lo scopo del sovrano era di svincolare lo sviluppo tecnico e industriale del Regno dall’intelligenza straniera.
Foto: statua di Ferdinando II Il museo si sviluppa in un’area di 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti

Si articola in padiglioni e settori in cui è esposto materiale di assoluto valore, tra cui: la riproduzione fedele della Bayard, il treno inaugurale della prima tratta ferroviaria Napoli Portici del 1939; 25 locomotive a vapore; 6 locomotori elettrici; 12 rotabili tra automotrici elettriche/nafta (le cosiddette. littorine), diverse tipologie di carrozze (postale, detenuti, centoporte) tra cui la carrozza n° 10 dell’ex Treno Reale (oggi treno Presidenziale); 5 locomotori diesel; 25 modelli in scala di treni/carrozze/ plastici di stazioni ferroviarie; plastico “Brunetti” meglio noto come plastico del “Trecentotreni”; arredi sala d’attesa della Stazione ferroviaria di Roma Trastevere del 1905.

Si tratta di uno dei più importanti centri di archeologia industriale del nostro Paese e polo nazionale di cultura ferroviaria: un viaggio nel tempo fra le locomotive e i treni che hanno unito l’Italia dal 1839 fino ai giorni nostri, la storia delle ferrovie italiane raccontata dalle macchine che uniscono in un viaggio ideale la prima locomotiva italiana, la Bayard, ai nuovi treni per l’alta velocità; una sede espositiva unica nel panorama nazionale, per la singolarità e ricchezza dei contenuti in mostra, nonché per l’assoluta affinità tra la storia delle sue architetture e la storia in essa raccontata.

La maestosità e, allo stesso tempo, la semplicità dell’allestimento unite al fascino dei mezzi storici e alla invidiabile location tra il Vesuvio e il mare, fanno del museo un luogo di attrazione sia per gli specialisti che per i giovani e, più in generale, per tutti gli appassionati di treni. 

Per tutto questo entra di diritto nel circuito dei principali musei ferroviari d’Europa.

Informazioni utili

Foto:
Apertura:
dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30.

Chiusura: il Museo è chiuso durante tutte le festività religiose, civili e il 29 giugno.

Prezzo del biglietto: intero 5 euro, ridotto 3,5 euro, gratuito per i minori di 6 anni, per gli over 65 e le persone diversamente abili.

Visite guidate: sabato e la domenica su prenotazione per gruppi non inferiori a 30 partecipanti inviando via email una richiesta all’indirizzo museoferroviariopietrarsa@ferservizi.it.

Allo stesso indirizzo di posta elettronica si può fare riferimento per organizzare eventi e convegni negli splendidi e singolari spazi del Museo, nonché in sale attrezzate.

Per ulteriori informazioni, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13,30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 si può contattare il numero 081 472003.

Come raggiungere il museo: in aggiunta ai mezzi pubblici urbani, è possibile utilizzare il treno della linea metropolitana Napoli P. Garibaldi – Salerno/Torre Annunziata. 
L’ingresso del Museo è di fronte alla Stazione di Pietrarsa/San Giorgio a Cremano e vi si accede utilizzando il sottopasso della Stazione.

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